Take home messages

  • L’Integrale della curva torque-profondità che si misura durante l’inserimento implantare è una misura validata della stabilità primaria.
  • L’Integrale, infatti, oltre a correlare con le altre misure di stabilità primaria già note, IT e ISQ, correla anche con la BIC, la superficie di contatto osso-impianto.
  • In, più è stato recentemente dimostrato, in modo diretto ed indipendente, che l’Integrale è anche una misura dei micromovimenti cui è soggetto l’impianto al termine del suo posizionamento.

L’Integrale della curva torque-profondità che si misura grazie a TMM3 durante l’inserimento implantare è stato dapprima studiato attraverso due studi eseguiti in collaborazione con l’Università Vita e Salute di Milano e l’Università di Chieti, che hanno trovato pubblicazione nel 2015 in due delle riviste più note nel settore dell’implantologia: il Clinical Implant Dentistry and Related Research e il Journal of Dental Sciences.

La domanda che si sono posti i ricercatori è se l’Integrale della curva torque-profondità, che era già stato dimostrare correlare in modo altamente significativo con le misure tradizionali di stabilità primaria, IT e ISQ, ma in modo molto più sensibile alle variazioni di densità ossea, fosse anche correlato con la superficie di contatto osso-impianto, ovvero con la BIC (bone-to-implant contact) che si ottiene subito dopo l’inserimento.

Lo studio condotto al San Raffaele di Milano assume particolare rilevanza, in quanto condotto su paziente: sono stati inseriti mini-impianti che, dopo 15 minuti, sono stati carotati con una porzione di tessuto osseo attorno, per procederne poi all’analisi istomorfometrica e misurare così la BIC immediata post-inserimento.

Lo studio condotto all’Università di Chieti ha impiegato, come sistema sperimentale, costolette bovine: un ottimo modello comunemente utilizzato per simulare il processo alveolare. La modalità di esecuzione dell’esperimento è stata simile: dopo avere posizionato gli impianti, e misurato l’Integrale ad ogni posizionamento, i ricercatori hanno eseguito delle determinazioni istomorfometriche, specifiche per l’analisi dei tessuti duri, volte a misurare la BIC di contatto osso-impianto.

In entrambi i casi la correlazione Integrale-BIC è stata riscontrata essere altamente significativa: l’importanza di questo risultato è che, mentre gli studi precedenti avevano validato l’Integrale in termini di interscambiabilità con IT e ISQ, ovvero con altre misure di stabilità primaria, questi dimostrano direttamente che l’Integrale è una vera misura di quanto l’impianto entri in contatto con l’osso: dimostrano cioè che la relazione tra Integrale e stabilità primaria è diretta, e non mediata.

Una conferma ulteriore ed indipendente della bontà dell’Integrale come misura della stabilità primaria implantare è stata recentemente ottenuta dal gruppo della Prof.ssa De Marzi del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova: i ricercatori hanno misurato direttamente l’entità dei micromovimenti laterali di due diversi tipi di impianti dopo averli inseriti in blocchi di poliuretano e avere misurato, per ciascun inserimento, l’Integrale della curva torque-profondità - rilevando una correlazione inversa altamente significativa tra Integrale e micromovimenti; lo stesso risultato è stato ottenuto sia variando la geometria dell’impianto, che le condizioni di preparazione del sito implantare.

Pubblicazioni

Capparé P, Vinci R, Di Stefano DA, Traini T, Pantaleo G, Gherlone EF, Gastaldi G. Correlation between Initial BIC and the Insertion Torque/Depth Integral Recorded with an Instantaneous Torque-Measuring Implant Motor: An in vivo Study. Clin Implant Dent Relat Res. 2015 Oct;17 Suppl 2:e613-20. doi: 10.1111/cid.12294.
Link all’articolo nella rivista
IF: 3,900 (2025)

Iezzi G, Filippone A, Di Stefano DA, Arosio P, Piattelli A, Scarano A, Perrotti V. A site-specific intraoperative assessment of bone-to-implant contact during implant insertion. A study on bovine ribs using a computerized implant motor. Journal of Dental Sciences. 2015 Mar; 10(1):21-7.
Link all’articolo nella rivista
IF: 3,600 (2025)

De Marzi A, Arosio P, Arosio F, Franchin G, Di Stefano DA. The Insertion Torque-Depth Curve Integral and Implant Micromotion: A Study on Polyurethane Foam Blocks. Int J Oral Maxillofac Implants. 2026 Jun 10;41(Suppl 1):s101-s111. doi: 10.11607/jomi.11429.
IF: 2,000 (2025)

 

Il protocollo sperimentale dei primi due studi prevede l’inserimento dell’impianto e poi la possibilità di misurarne la BIC attraverso sezioni che comprendono sia l’impianto che il tessuto osseo; nell’immagine si vedono 4 impianti posizionati in costoletta bovina in condizioni di densità ossea differente. La correlazione tra integrale e BIC è misurata attraverso specifici test statistici: a destra si vede come al crescere dell’Integrale cresce proporzionalmente la BIC, a dimostrazione che l’Integrale ne è una misura diretta. L’ultima immagine mostra l’apparato sperimentale utilizzato per la misura dei micromovimenti.

Quale è l’importanza per la ricerca clinica?

La superficie di contatto osso-impianto (BIC) è un parametro non accessibile al clinico quando opera su paziente e può essere inferita solo indirettamente dalle classiche misure di stabilità (IT e ISQ): in entrambi i casi, tuttavia, i due parametri non permettono di distinguere situazioni in cui l’impianto è stabilizzato dall’intero spessore osseo o solo da specifiche porzioni (ad esempio, lo strato corticale coronale o apicale a contatto con l’impianto). L’Integrale è invece la somma di tutte le interazioni che l’impianto ha avuto con il tessuto osseo (interazioni la cui entità è mostrata anche nel grafico prodotto da TMM3): si può quindi ritenere che sia uno stimatore più puntuale dell’entità del contatto tra osso ed impianto. Il ricercatore ha quindi a disposizione un parametro, l’Integrale, che può impiegare nelle proprie ricerche con la consapevolezza che sta misurando non solo la stabilità primaria dell’impianto, ma anche la BIC, senza bisogno di ricorrere ad analisi istomorfometriche dirette. In più, il ricercatore oggi sa che l’Integrale misura specificamente e direttamente l’entità del micromovimento dell’impianto al termine del suo posizionamento, non solo a conferma della sua bontà come stimatore della stabilità primaria, ma anche come strumento di misura diretto per condurre futuri possibili studi volti ad investigare quanto i parametri macro- e micromorfologici dell’impianto possano avere impatto sull’entità dei suoi micromovimenti al termine dell’inserimento.

Quale è la ricaduta sull’operatività di ogni giorno?

  • Misurare l’Integrale al termine dell’inserimento, valutando anche solo qualitativamente l’andamento del grafico torque-profondità fornito da TMM3, permette al chirurgo di avere un ulteriore parametro a disposizione, oltre al torque di inserimento, per valutare l’effettiva stabilità raggiunta dall’impianto.
  • Questo può condurre a modulare in modo più consapevole la scelta in relazione al carico da applicare: immediato, precoce, o differito.
  • Inoltre, la misura dell’Integrale valida in modo oggettivo il protocollo di preparazione del sito: il chirurgo ha immediatamente, e intraoperatoriamente, una conferma della bontà del protocollo di preparazione adottato, impiegando un parametro più sensibile alle variazioni di densità di quanto non siano IT o ISQ. 

A supporto dei dispositivi IDI Evolution

TMM3 diventa un compagno affidabile per il chirurgo orale: durante l’inserimento dell’impianto, un’occhiata al grafico prodotto dal motore, assieme alla verifica del valore dell’Integrale ottenuto, aiutano l’implantologo a confermare la scelta del protocollo di preparazione del sito implantare e, soprattutto, quella del carico da applicare: immediato, precoce, differito.

La misura di stabilità ottenuta con TMM3 non è indiretta, ma è una misura diretta della superficie di contatto osso-impianto (BIC), e degli stessi micromovimento dell’impianto, in relazione a tutte le interazioni che esso ha avuto con l’osso durante il suo inserimento.

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