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  • Il sistema di misura della densità ossea IDI Evolution ha permesso di disegnare, per la prima volta nella storia della ricerca clinica, la mappa topologica della densità trabecolare dei mascellari.
  • I risultati della ricerca IDI Evolution sulla distribuzione della densità ossea nei mascellari depongono a favore di un’implantologia personalizzata per il singolo paziente: la misura sito-specifica della densità, realizzata con TMM3, è un momento fondamentale della personalizzazione del protocollo di inserimento implantare e quindi dell’intera riabilitazione protesica.

Grazie ai dispositivi IDI Evolution per la misura sito-specifica della densità ossea è stato ottenuto un risultato clinico fondamentale nel contesto della comprensione della distribuzione della densità ossea nei mascellari.

Da tempo è noto che i settori anteriori dei mascellari presentano una densità maggiore di quelli posteriori, e che la densità della mandibola è maggiore di quella della mascella; questa conoscenza ha sempre orientato l’implantologo nella scelta dell’impianto e nella preparazione del sito implantare.

Prima di questa ricerca, tuttavia, nessuno aveva mai misurato puntualmente, per ciascuna posizione dentale, la densità ossea in un campione rappresentativo di pazienti, così da potere determinare con precisione la distribuzione della densità ossea.

Il sistema di misura IDI Evolution ha consentito di raggiungere questo risultato, e lo ha reso possibile perché permette una determinazione sito-specifica della densità ossea, nell’esatto punto in cui sarà poi inserito l’impianto.

La ricerca si è basata sulla costruzione di un apposito database di misure, relativo a ben 6060 inserimenti implantari in 2048 pazienti che è stato quindi analizzato in collaborazione con i ricercatori dell’Università Vita e Salute di Milano: posizione per posizione, i ricercatori hanno calcolato la densità media e la relativa dispersione (variazione), e hanno costruito una vera e propria “mappa topologica” (vedi figura), oggetto di pubblicazione nel 2019 sul prestigioso Implant Dentistry: qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima.

Ancor più interessante, i ricercatori hanno dimostrato che in una normale popolazione di pazienti, la densità ossea in una data posizione non è prevedibile a priori, potendo variare – rispetto al valore medio– anche del 30%, in difetto o in eccesso.

I risultati indicano che la densità ossea di ogni paziente in ogni singola posizione delle arcate deve essere misurata caso per caso; perciò, l’utilizzo di protocolli implantari “standardizzati” andrebbe valutato con estrema attenzione. La terapia implantare dovrebbe essere, invece, altamente personalizzata in relazione alle caratteristiche ed esigenze del singolo paziente.

In questo contesto, l’impiego di un sistema di misura sito-specifica della densità, quale quello disponibile in TMM3, diventa di fondamentale importanza: non solo ha permesso l’ottenimento di questo risultato fondamentale per la ricerca clinica, ma è uno strumento quotidiano che può rendere l’inserimento implantare un atto veramente personalizzato per il singolo paziente.

Pubblicazioni

Di Stefano DA, Arosio P, Pagnutti S, Vinci R, Gherlone EF. Distribution of Trabecular Bone Density in the Maxilla and Mandible. Implant Dent. 2019 Aug;28(4):340-348. doi: 10.1097/ID.0000000000000893.
Link all’articolo nella rivista
IF: 1,214 (2025)

 

Distribuzione della densità ossea trabecolare nella mandibola (A) e nella mascella (B). La forma della distribuzione è a campana in mascella, ma non in mandibola. La densità varia in modo continuo da punto a punto.

Quale è l’importanza per la ricerca clinica?

Prima di questo studio, non era assolutamente nota la distribuzione, posizione per posizione, della densità trabecolare dei mascellari; questo studio la disegna per la prima volta, mostrando una variazione continua, senza salti, e una dispersione delle misure che impone una riflessione sulla reale validità dell’eccessiva standardizzazione dei protocolli di inserimento implantare. La combinazione di questo risultato con quelli di studi ulteriori in relazione alla componente corticale potrebbe aprire la strada ad una nuova classificazione ossea, più oggettiva delle precedenti, che permetta di personalizzare completamente il protocollo di inserimento implantare, purché l’impianto sia stato caratterizzato correttamente da un punto di vista biomeccanico.

Quale è la ricaduta sull’operatività di ogni giorno?

  • Adottare TMM3 come strumento per l’operatività quotidiana dà al chirurgo orale uno strumento fondamentale per la definizione del corretto protocollo di inserimento implantare, che completa le altre informazioni diagnostiche a sua disposizione.
  • La scelta di misurare la densità ossea con TMM3 permette di offrire a quel particolare paziente un inserimento implantare specificamente disegnato sulla sua condizione, aumentando così la probabilità di successo dell’intera riabilitazione protesica sia a breve che a lungo termine. 

A supporto dei dispositivi IDI Evolution

TMM3 raccoglie dati fondamentali per la programmazione e l’esecuzione dell’inserimento dell’impianto; è possibile avere oggi in studio uno strumento che sta contribuendo in modo rilevante all’avanzamento della ricerca clinica: i risultati scientifici e clinici ottenuti ne rappresentano la validazione come sistema affidabile per un’implantologia sempre più ripetibile e predicibile.

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