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  • Quando i sistemi di misura della densità ossea e della stabilità primaria IDI Evolution, incorporati in TMM3, sono impiegati nel setting clinico essi permettono l’elaborazione di protocolli razionali di posizionamento implantare. Se il sistema implantare impiegato è completamente caratterizzato da un punto di vista biomeccanico, come sono tutte le sistematiche IDI Evolution, l’operatore può – a fronte di una misura oggettiva di densità ossea – definire quantitativamente che grado di sottopreparazione applicare in fase di preparazione del sito implantare al fine di ottenere una stabilità primaria sufficiente o quella desiderata in relazione al progetto di riabilitazione.
  • Si esce così dal campo della sola soggettività per entrare nell’oggettività riproducibile dell’atto chirurgico, a tutto vantaggio della salute del paziente.

A dimostrazione della importante ricaduta che TMM3 e i sistemi di misura della densità ossea e della stabilità primaria IDI Evolution hanno nella pratica clinica di tutti i giorni, nel 2018 sono stati pubblicati i risultati di uno studio retrospettivo dove il sistema è stato impiegato in una condizione piuttosto sfidante: l'inserimento di impianti eseguito in modo concomitante ad un rialzo di seno mascellare, in creste anche piuttosto sottili (≤ 2mm).

Lo studio ha coinvolto 160 pazienti per un numero complessivo di impianti pari a 253: la sistematica implantare utilizzata, IDI Evolution, era stata precedentemente caratterizzata in modo completo da un punto di vista biomeccanico. In altri termini, per l’impianto impiegato, erano state costruite precise curve che, in funzione della densità ossea, mostrano come varia la stabilità primaria ottenibile in relazione alle dimensioni della fixture (diametro, lunghezza) e al grado di sottopreparazione.

Questo ha consentito al Dott. Arosio ed ai colleghi di utilizzare un approccio razionale al posizionamento degli impianti nel settore posteriore oggetto di rigenerazione ossea, sottopreparando sistematicamente la cresta ossea del 12,5% avendo riscontrato che la sua densità era sistematicamente ≤ 0,45 g/cm3.

I pazienti sono stati riabilitati e quindi seguiti per almeno 5 anni. Avendo adottato un protocollo razionale di posizionamento implantare, reso possibile solo dall’avere impiegato i sistemi IDI Evolution, i ricercatori hanno riscontrato non solo una percentuale di successo implantare del tutto in linea con la letteratura – in media il 98% - ma, soprattutto, che non vi è stata differenza di successo né di MBL nelle diverse classi di spessore della cresta ossea (< 4 mm o ≥ 4 mm).

Lo studio è di fondamentale importanza perché i ricercatori sono così riusciti a dimostrare che la scelta razionale di un protocollo di sottopreparazione del sito implantare, in una condizione oggettivamente sfidante, porta alla predicibilità di risultato annullando in modo predicibile l’effetto potenzialmente negativo di una delle variabili in gioco, lo spessore crestale. Questo risultato, costruito sulla base di una riflessione razionale, e basato su dati numerici oggettivi, ottenuti grazie all’impiego del sistema IDI Evolution e di una sistematica implantare, sempre IDI Evolution, completamente caratterizzata, non si sarebbe potuto ottenere in modo ripetibile e predicibile con altri sistemi, che avrebbero costretto gli operatori a seguire la strada tradizionale della percezione soggettiva e dell’impiego della sola, per quanto importante e irrinunciabile, sensibilità clinica personale.

Pubblicazioni

Arosio P, Greco GB, Zaniol T, Iezzi G, Perrotti V, Di Stefano DA. Sinus augmentation and concomitant implant placement in low bone-density sites. A retrospective study on an undersized drilling protocol and primary stability. Clin Implant Dent Relat Res. 2018 Apr;20(2):151-159. doi: 10.1111/cid.12558.
Link all’articolo nella rivista
IF: 3,900 (2025)

A distanza di 5 anni la differenza di MBL tra gli impianti posizionati in creste con più di 4 mm di spessore e quelle più sottili non era statisticamente significativa (N=253) – così come non lo erano le percentuali di successo implantare (97,8 e 98,2%, non mostrato) a dimostrazione che l’applicazione di un protocollo razionale di posizionamento implantare ha annullato il potenziale effetto negativo del diverso spessore osseo. 

Quale è l’importanza per la ricerca clinica?

  • L’importanza del risultato illustrato per la ricerca clinica è fondamentale: avere a disposizione un sistema di misura oggettivo sia della densità ossea che della stabilità primaria, e quest'ultima ottenuta attraverso un parametro dinamico, maggiormente sensibile ed informativo rispetto quelli statici (ISQ e IT), consente – una volta caratterizzato biomeccanicamente il sistema implantare da impiegare – di elaborare protocolli razionali di posizionamento implantare per qualunque condizione morfo-anatomica si possa diagnosticare.
  • Data una specifica condizione morfo-anatomica, infatti, è possibile misurarne oggettivamente, e in modo sito-specifico, la densità – ottenendo un valore numerico che può essere confrontato con le curve di stabilità primaria che, per quel particolare sistema implantare, si possono ottenere in relazione alla sottopreparazione applicabile. Si può allora decidere razionalmente il grado di sottopreparazione da adottare nella certezza di ottenere la stabilità primaria desiderata.
  • In più, al termine del posizionamento, si potrà immediatamente verificare se la stabilità primaria ottenuta è coerente con quella attesa, avendo così una conferma altrettanto immediata della adeguatezza della preparazione eseguita, procedendo quindi ad applicare il protocollo di carico desiderato e pianificato.

Quale è la ricaduta sull’operatività di ogni giorno?

  • Col passare del tempo, i database IDI Evolution si arricchiscono di nuovi dati che, analizzati retrospettivamente, permettono di affinare protocolli di posizionamento implantare dedicati alle diverse condizioni morfo-anatomiche, nonché cliniche, che si possono riscontrare ogni giorno. Tali protocolli sono resi quindi disponibili alla comunità degli utilizzatori dei sistemi IDI Evolution.
  • I protocolli di posizionamento sono anche resi disponibili a seguito delle precise ricerche prospettiche che IDI Evolution e gli utilizzatori dei suoi sistemi intenderanno implementare in futuro.

A supporto dei dispositivi IDI Evolution

I dispositivi IDI Evolution, ovvero il motore per inserimento implantare TMM3, gli impianti IDI, e i sistemi di raccolta dati implementati, rappresentano un sistema volto ad oggettivare precisi protocolli di inserimento implantare e a renderli disponibili ai diversi utilizzatori, in modo tale da realizzare sempre più un’implantologia riproducibile e predicibile. Grazie alla caratterizzazione biomeccanica completa dei sistemi implantari, la possibilità di misurare oggettivamente la densità ossea, l’adozione di un parametro di misura della stabilità primaria dinamico, più sensibile alle variazioni di densità ossea di quanto non siano IT e ISQ, il chirurgo può elaborare protocolli razionali di posizionamento implantare, aumentando la ripetibilità della chirurgia e la riproducibilità del suo esito, a maggiore garanzia dell’ottenimento del successo clinico per il paziente. 

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