Andrea Buratti ha spiegato che garantire una qualità diagnostica omogenea nelle circa 370 sedi Synlab significa ripensare il concetto di prossimità, non solo fisica ma anche di accessibilità, qualità clinica e dimensione emotiva del rapporto con il paziente, richiamando poi la digital pathology sviluppata da Synlab per mettere in rete competenze specialistiche. Stefano Novaresi ha osservato che questo cambiamento deve accompagnare il passaggio da un sistema orientato alla cura della malattia a uno capace di gestire la salute nel tempo, visto che in Europa si vive oggi undici anni in più, spesso con patologie croniche, avvertendo però che la tecnologia vale solo se migliora concretamente processi e risultati, senza sostituire giudizio professionale ed empatia.
Nicola Di Trapani ha invece illustrato un modello basato su generici brandizzati per rendere sostenibili terapie un tempo costose, denunciando infine le disuguaglianze regionali nell’accesso alle terapie. A chiudere il primo panel Giuseppe Quintavalle, che ha indicato nella sfida culturale il vero nodo da affrontare – superare l’ospedale-centrismo e passare dalla prestazione alla presa in carico – chiudendo con l’importanza di dati interoperabili e di un’umanizzazione delle cure intesa come rispetto della persona.
MedTech & Health Innovation
Il secondo panel ha spostato l’attenzione sulla tecnologia che arriva davvero al paziente, con Maria Cristina Porta, Direttore Generale della Fondazione ENEA Tech Biomedical, Natale Di Filippo, Founder & CEO di Longevia Medical Clinic, Filippo Surace, Founder & CEO di Cube Labs, Andrea Piantoni, CEO di IDI EVOLUTION, e Massimo Pietracaprina, CEO di MDConcierge.
Maria Cristina Porta ha illustrato il ruolo della Fondazione, investitore pubblico “paziente”, con 165 milioni investiti in 19 partecipate e 36 in grant per progetti internazionali da sviluppare in Italia. Da qui Natale Di Filippo ha spiegato la nascita di Longevia per colmare il divario tra aspettativa di vita e anni in salute, puntando su prevenzione e protocolli scientifici basati su dati genetici, sviluppati con Fondazione UBRI e Tor Vergata.
Filippo Surace ha sottolineato il passaggio da una medicina che allunga la vita a una che punta alla longevità in salute, evoluzione che per Andrea Piantoni passa anche per i dati e l’IA, capaci di “virtualizzare” il paziente senza perdere di vista la persona, ricordando come la carie resti la malattia più diffusa al mondo, con risparmi potenziali di 36 miliardi in dieci anni grazie alla diagnosi precoce. Massimo Pietracaprina ha poi presentato il modello di Concierge Medicine di MDConcierge, con un medico “regista” e una centrale operativa H24, indicando in farmacie e medicina digitale gli strumenti per un’assistenza più capillare, auspicando norme più chiare.
A chiudere, Angelo Tanese, Direttore Generale di AGENAS, ha ribadito l’importanza di un accesso equo alle cure, puntando su PNRR e trasformazione digitale per una sanità vicina ai cittadini in ogni fase della vita.



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